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Guido De Angelis

Produttore

Come è nata e come si è sviluppata questa vostra nuova produzione?
“La scelta di dar vita a Titanic. Nascita di una leggenda ha preso forma un paio di anni fa mentre valutavo nuovi progetti della nostra Dap Italy con il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce: gli stavo illustrando una storia su una nave da crociera in viaggio in un mondo sommerso dopo l’avverarsi della profezia Maya nel 2012 e Del Noce mi ha ricordato che in quest’anno si sarebbe celebrato il centesimo anniversario del naufragio del Titanic, invitandomi a pensare ad un progetto sull’argomento e dicendosi disponibile a diventare partner di una coproduzione internazionale ad ampio respiro. Abbiamo pensato così di raccontare insieme ad una grande storia d'amore l’epica avventura della ideazione e della costruzione del celebre transatlantico nei cantieri navali della Belfast del primo ‘900. L’idea si è rivelata molto fertile, permettendoci di trovare ampio credito all’estero e di coinvolgere sulla base della qualità del progetto diversi partner europei: la Epos Films in Irlanda, il CBC - Canadian Broadcaster Channel – canadese, Antena 3 in Spagna e la distribuzione tedesca Tandem per le vendite internazionali. Siamo partiti con grande entusiasmo per questa lunga avventura, un’impresa laboriosa e coraggiosa di cui siamo stati in parte finanziatori investendo notevoli capitali anche grazie alla Rai e all’intervento delle tv di altri Paesi: per un network nazionale sarebbe stato impossibile disporre autonomamente dei 25 milioni dell’imponente budget ma con questa formula produttiva abbiamo potuto essere autorevoli e  credibili secondo gli standard europei e di oltreoceano”.

Che cosa ha significato per lei e la sua società questo impegno così insolito?
“Per noi ha rappresentato motivo di grande orgoglio l’opportunità di riportare la Rai al prestigio internazionale del recente passato, permettendole di tornare a essere competitiva ed a confrontarsi con autorevolezza con i mercati stranieri. Quella dell’audiovisivo è una vera e propria industria che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone e come tale va considerata, non può essere operativa solo a livello locale: noi vogliamo esportare all’estero i nostri talenti - attori, registi, scrittori e tecnici – puntando ad una serie di “rientri”, anche da un punto di vista economico. Se gli investimenti calano sempre di più diminuisce anche la qualità generale del prodotto, mentre ad esempio un cambio di rotta decisivo potrebbe arrivare se si applicassero anche all’industria della fiction le agevolazioni del cosiddetto tax credit previste per quella del cinema.

Penso che con le sei serate da due episodi di 50 minuti l’una di Titanic. Nascita di una leggenda il nostro pubblico abbia l’opportunità di essere conquistato da una ricca produzione internazionale ideata e allestita qui in Italia, per cui abbiamo potuto contare sul meglio degli attori e dei tecnici dei vari Paesi coinvolti prima, durante e dopo le riprese ricordo ad esempio la nostra felice intuizione di effettuare in Serbia le riprese delle scene ambientate nel cantiere navale, la veridicità degli scenari dal vero e degli interni irlandesi (ad esempio quelli filmati nella storica fabbrica della Guinness) e la complessa e laboriosa post produzione con gli effetti speciali a Dublino per cui abbiamo potuto contare sull’apporto decisivo dei nostri coproduttori della Epos film che hanno sentito da subito la nostra storia molto vicina. Ma non posso dimenticare la preziosa collaborazione dei miei figli Nicola e Marco, il primo presente nelle fasi di sviluppo e di post produzione del progetto, il secondo in quella operativa del set; quella dello story editor Stefano Voltaggio - che ha ideato con noi la prima versione della storia, in seguito ottimizzata da Matthew Faulk e Mark Skeet - e dei nostri produttori esecutivi Andrea Zoso, Roberto Manni e Anselmo Parinello, oltre a quella di mio fratello Maurizio De Angelis, che è stato l’autore delle musiche

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