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Gettare le fondamenta

"I  nostri migliori progetti sono perduti se non vengono tradotti
nel duro acciaio che andrà a formare il Titanic”.
Mark Muir, Titanic. Nascita di una leggenda

 

L’idea per Titanic. Nascita di una leggenda  è nata in Italia. Nel 2009, la DE ANGELIS GROUP (DAP Italy), l’azienda di produzione fondata nel 2000 da Guido e Maurizio De Angelis, musicisti di successo, iniziò ad esplorare l’idea per una mini-serie da trasmettere nel 2012 su RAIUNO.

Dopo aver valutato alcune idee e qualche trama, Fabrizio Del Noce, il precedente direttore di RAIUNO, si entusiasmò all’idea di una storia sulla costruzione del Titanic.

Andrea Zoso, produttore esecutivo della DAP,  spiega: "RAIUNO, uno di nostri più stretti partner, ci disse che avrebbe voluto fa parte del progetto. E’ stata una collaborazione molto stretta che ha definito quella che sarebbe dovuta essere la storia da narrare: la costruzione del Titanic, il prequel del viaggio”.

Lo sceneggiatore Stefano Voltaggio è stato il primo tracciare una possibile storia. “L’idea era molto semplice: raccontare di come il Titanic  fosse stato costruito piuttosto che narrare del suo affondamento. Immediatamente, ho iniziato a  delineare i protagonisti e una potenziale storia”, spiega.

Le menti creative dietro Titanic. Nascita di una leggenda  si sono subito messe all’opera: a Guido De Angelis, Nicola De Angelis e Andrea Zoso, produttori esecutivi e Roberto Manni, produttore della DAP e al produttore irlandese Paul Myler, di Epos Films, è stato dato l’incarico di guidare il progetto.

Guido De Angelis è quindi volato in Irlanda nell’ottobre del 2010 per incontrarsi con Paul, che si è preso l’incarico di organizzare la produzione, la squadra e il cast in Irlanda/Regno Unito, di cercare le location e ottenere i finanziamenti locali in Irlanda.

La DAP ha contattato gli scrittori Matthew Faulk e Mark Skeet. "Mark e Matthew  sono stati la nostra prima scelta," spiega Andrea Zoso. "Con una solida reputazione nelle Isole britanniche, avevano esperienza in co-produzioni internazionali e sono stati una forza trainante del progetto, mettendo in campo tutta la loro passione”.

Il duo di scrittori si è immediatamente innamorato del progetto e due giorni dopo aver ricevuto l’incarico da parte della DAP, avevano già scritto un pitch di due pagine, mettendo in evidenza le loro idee per la fiction. “Abbiamo descritto il Titanic come il ponte superiore, di mezzo e quello inferiore”, ricorda Mark Skeet. “Il nostro protagonista doveva essere un anello di congiunzione tra i tre strati della società. Qualcuno che potesse muoversi tra i diversi strati sociali che si incrociano per costruire la nave”.

"Doveva essere qualcosa di più della costruzione del Titanic. Doveva trattarsi delle vite di queste persone. Non si cattura il pubblico per 12 ore parlando soltanto di una nave che viene costruita”.

Continua Matthew Faulk: “La nave è una metafora di Belfast. Titanic. Nascita di una leggenda  racconta delle persone che hanno costruito la nave, piuttosto che della nave in sé. La storia che abbiamo raccontato è simbolica sotto molteplici aspetti: le stratificazioni sociali, l’ambizione, l’avidità, le innovazioni tecnologiche del tempo. E’ un simbolo di quel periodo storico. Ecco perché siamo stati entusiasti sin dall’inizio”.

Nel dicembre 2010, il regista  Ciaran Donnelly si è unito alla squadra. Ciaran aveva sviluppato una storia più ampia, che andava al di là delle vicende dei personaggi e della costruzione di una nave dal destino segnato.

"C’è un mondo sull’orlo della rivoluzione”, dice il regista. “C’è il movimento per l’Autogoverno, il movimento delle suffragette che prende piede in Irlanda, ma anche il movimento operaio che avanza. Ci sono i grandi personaggi della Storia: Jim Larkin a Belfast nel 1908, la Contessa Markievicz che visita la città per incitare le donne. Ero intenzionato ad entrare nella realtà di quel mondo – la società che ha costruito la nave – piuttosto che soffermarmi sul romanticismo che avvolge la storia della nave”.

Paul Myler precisa: “la costruzione della nave fa da sfondo a questa storia epica. La storia si concentra sulle persone che l’hanno costruita in un periodo rivoluzionario per l’Irlanda, sia dal punto di vista sociale che politico. Un periodo di conflitti e cambiamenti nella politica irlandese, con la Carta per l’Autogoverno e gli inizi del sindacalismo tra i lavoratori portuali che hanno portato una profonda divisione tra le file della società.

E’ un periodo della storia irlandese, soprattutto di quella nord-irlandese, che non è mai stato esplorato sugli schermi. Ho lavorato su altre storie ambientate a Belfast, come ‘Nel nome del padre’, ‘’The Boxer, e ‘Bloody Sunday’, ma nessuna di queste toccava questo periodo storico, il che ha reso fin da subitol’intero progetto molto attraente”.     

Mark Skeet e Matthew Faulk hanno discusso con Ciaran circa il modo in cui ogni classe sociale avesse tentato di fare del Titanic un proprio simbolo. Per i borghesi, era un simbolo della gloria protestante. Per gli operai del cantiere, un simbolo di unificazione. La nave era quindi considerata un vero e proprio personaggio, piuttosto che un oggetto inanimato.

I suggerimenti di Ciaran sono stati uno stimolo per la DAP Italy. Per il regista irlandese, non si trattava della semplice regia. “In pratica, lui è produttore creativo”, dice Andrea Zoso. “Gli abbiamo conferito l’incarico di girare la serie ma anche di supervisionare la scrittura del soggetto, in modo che ci fosse una forza trainante e una mente guida dietro l’intero processo, dalla produzione alla sceneggiatura, allo sviluppo. Ciaran ha avuto questo triplo ruolo”.

Il 4 gennaio 2011, il team di scrittori si incontra a Londra per la prima volta, dopo aver effettuato numerose ricerche e facendo riferimento a volumi storici quali Titanic: La magnifica nave, di Bruce Beveridge. ”Essendo questa una fiction, non un documentario, abbiamo inevitabilmente compresso la cronologia degli eventi”, aggiunge Faulk. “Se avessimo coperto i cinque anni della costruzione, il risultato non sarebbe stato lo stesso”.

Con il passare dei mesi, e la data di consegna fissata per gli scrittori a luglio 2011, altri scrittori si sono uniti al progetto per realizzare i 12 episodi. Tra questi, Alan Whiting (Kingdom, Wire in the Blood) e Francesca Brill (A Great and Terrible Beauty, autore del romanzo pubblicato dalla  Bloomsbury, The Harbour).  Francesca ricorda la sua esperienza nello scrivere due episodi di Titanic. Nascita di una leggenda : Ero l’unica scrittrice e questo rappresenta probabilmente una certa differenza. In molti team di scrittori spesso le donne sono assenti. La mia presenza è stata positiva. C’è stato inevitabilmente un approfondimento dei ruoli personaggi femminili. Ho amato da subito l’idea della costruzione del Titanic. E’ un’idea semplice e al tempo stesso molto forte, da subito molto attraente. E’ un modo molto intelligente quello di utilizzare una storia così famosa per presentare al pubblico altre storie”.  

Stefano Voltaggio ha collaborato nella scrittura di un certo numero di episodi, fungendo anche da supervisore sulla storia e spiega: “RAIUNO ha un input molto importante essendo uno dei committenti del progetto e uno dei maggiori finanziatori”.

Durante le fasi della stesura, gli scrittori si sono accordati per delle sessioni consultive da tenersi sia in Irlanda e a Londra, Roma e Dublino. Nell’arco di sei mesi, il team di scrittori ha ideato 12 episodi e si sono accordati per una sessione finale a Dublino prima della consegna della storia a luglio 2011. Titanic. Nascita di una leggenda  era ormai a galla…

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